Terza età e notti in bianco: cosa fare?

Da 15 Marzo 2019 Settembre 18th, 2019 Blog

Lo sappiamo tutti: il segreto per una vita in salute è certamente un buon sonno notturno. Ma, con il passare del tempo, le ore di riposo durante la notte sembrano diminuire sempre più: come sconfiggere, dunque, l’insonnia in terza età?
Si tratta di una sfida non essere facile, ma che, grazie a questi consigli, potrà essere più semplice.
Vediamo, quindi, quali sono le cause dell’insonnia tra i senior, e quali le soluzioni per conciliare riposo e serenità, eliminando gli stati di agitazione e quelle situazioni di scarsa sicurezza che derivano dall’assenza di sonno.

Quali sono le cause delle notti in bianco tra gli over 65?

La SIGG – Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – ha condotto uno studio proprio sulla tematica dell’insonnia e della terza età, elencando dati e concause alla base del problema. Più una curiosità: infatti, sembra che le donne over 65 soffrano di questa patologia nell’80% dei casi mentre, gli uomini, arrivano al 70%.

Le cause generali sono tante e differenziate, ma tutte per lo più imputabili a malattie che insorgono con la terza età: dalla semplice apnea notturna, legata al sovrappeso o a odontalgie varie, fino a problemi ormonali, malattie cardiache e vascolari, osteoporosi, problemi respiratori o renali, Alzheimer e demenza, nei casi più severi.

Il diario del sonno: quei piccoli trucchi che aiutano a dormire meglio.

Per dormire meglio basta… un diario. Esatto! Infatti, creare un “diario del sonno”, proprio come si fa con il più famoso “diario alimentare” delle diete, può essere utile per controllare le abitudini che nuociono al riposo: dai ritmi riposo-veglia, ai pisolini davanti alla tv, fino agli eccessi (o scarsa integrazione) alimentare, passando per l’assunzione di medicinali e interazioni con questi: controllare la nostra quotidianità, o quella dei nostri genitori e nonni, facendo attenzione a quella che viene chiamata appunto chiamata “igiene del sonno” è un lavoro utile e sano, per un piccolo screening che certamente aiuterà a scovare cosa non ci fa dormire bene.

Quando i farmaci non sono – sempre – la soluzione:

Ansiolitici, sonniferi: se non prescritti dal medico sotto stretto controllo sono nocivi, perché causano dipendenza, disturbi cognitivi e rallentamento dei riflessi durante la fase vigile. Ma non solo: attenzione anche ai farmaci più diffusi per la cura dei problemi più diffusi nella fascia d’età over 75. Vediamo, quindi, quali sono i più diffusi:

  • i farmaci contro la pressione alta, come i diuretici, attaccano la produzione di melatonina, l’ormone che regola i ritmi sonno-veglia;
  • attenzione anche al cortisone, utile per contrastare le patologie osteoarticolari, ma che può causare agitazione e ansia;
  • Infine, troviamo farmaci per ridurre il colesterolo, per controllare le secrezioni gastriche, e gli antibiotici in grado di oltrepassare la barriera encefalica.

L’insonnia negli anziani non autosufficienti: che fare?

Quando subentra una condizione di fragilità, causate da forte depressione, o da demenza senile, soprattutto di grado avanzato, e Alzheimer, raggiungere una condizione di tranquillità può essere difficile. Di conseguenza, il sonno rappresenta un problema nella stragrande maggioranza dei casi, se si ha a che fare con queste patologie.

Come conciliare il sonno in queste condizioni? Attraverso un controllo dei ritmi tra il sonno e la veglia, garantendo calma e serenità durante la quotidianità, evitando stimoli eccessivi o shock, fino a garantire un cambio della posizione durante la notte.

Insomma, l’insonnia in terza età è un episodio sempre più frequente, complice l’assunzione di farmaci e i tempi di vita più frenetici, anche per i senior: ma, con i nostri consigli, potrete avere una soluzione a portata di mano per sconfiggere questo problema, godendovi un buon riposo ristoratore.

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