RSA e costi: come orientarsi?

Da 15 Novembre 2018 26 Novembre, 2019 Blog

Quando arriva il momento di optare per una RSA, le domande da porsi sono sempre molte: ma, spesso, la prima riguarda i costi della vita in struttura.

In questo articolo, quindi, abbiamo raccolto diversi dati statistici, da alcune fonti autorevoli, che ci appaiono interessanti per aiutarti a comprendere al meglio i fattori che entrano in gioco quando si parla di servizi e tariffe: un quadro generale talvolta complicato, poiché servizi e convenzioni variano da Regione a Regione e da struttura a struttura. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, insieme.

La situazione costi RSA in Italia

CGIL-SPI, Sindacato Pensionati Italiani, ha pubblicato un’indagine, scaricabile in PDF a questo link, dal titolo “Le politiche per gli anziani non autosufficienti nelle regioni italiane”. Perché l’Italia, in fatto di tariffari RSA e convenzioni, si presenta come un paese profondamente diversificato.

Nelle principali regioni della Pensiola, la situazione che si prospetta è questa:

  • Piemonte: il 24,8% dell’intera popolazione è over 65, e il 15% di questa è non autosufficiente. Un  3% di questi soffre di Alzheimer o demenza: quindi, i costi giornalieri per un soggiorno in RSA variano a seconda del livello di intensità di cura richiesta. Un esempio: per un soggiorno a media-alta intensità, il costo in media a livello regionale è di 88 euro al giorno, e il SSN può arrivare a sovvenzionare fino all’48%.
  • Lombardia: qui, gli anziani non autosufficienti, o con autosufficienza parziale, raggiungono quota 345.000. La quota sanitaria giornaliera, che viene coperta dal FSR, il Fondo Sanitario Regionale, è di circa 45 euro, mentre la quota alberghiera, a carico quindi dell’utente, può raggiungere il tetto massimo dei 60 euro giornalieri. Tuttavia, la Regione Lombardia, dal 2015, ha esteso i voucher al settore dei servizi socio-sanitari. Per maggiori informazioni, puoi visitare il sito www.lombardiasociale.it.
  • Veneto: una regione il cui numero di anziani – over 65 – supera il milione. Qui, la quota sanitaria giornaliera delle strutture residenziali in media è di 49 euro per l’assistenza residenziale di primo livello, in 56 euro per quella di secondo livello e in 92 euro per l’assistenza presso i Nuclei Alzheimer.
  • Emilia-Romagna: l’Emilia Romagna, grazie alle normative regionali che abbiamo visto sopra, ha fissato che i costi a carico degli utenti e delle loro famiglie non possa essere superiore alla retta di riferimento regionale (50,05 euro);
  • Toscana: la legge Regionale n. 82 del 2009 ha istituito un sistema di accreditamento istituzionale in grado di garantire servizi omogenei sul territorio per offrire risposte ai bisogni assistenziali dei cittadini. La quota sanitaria va dai 52 ai 65 euro giornalieri circa, e la quota sociale è fissata a 50,50 euro;
  • Lazio: nel Lazio, gli ultrasessantacinquenni costituiscono il 21% dell’intera popolazione, con una delle incidenze più basse d’Italia. In questa regione esiste il Decreto n. 461 del 02/10/2015, il quale ha sancito che la diaria giornaliera per l’ospitalità in RSA sia per il 50% a carico del Fondo Sanitario Regionale, e per il 50% a carico dell’assistito, con un’eventuale partecipazione ulteriore da parte del comune di residenza;
  • Campania: in Campania, dal 2001, la Regione emana linee guida annuali per la programmazione sociale territoriale rivolta alle persone anziane, con obiettivi di tutela dei loro diritti. La compartecipazione alle rette, quindi, da parte del welfare, è del 50%, e la media giornaliera del soggiorno in RSA va dai 106 ai 120 euro.
  • Puglia: qui la tariffa è unica, uguale per tutti gli assistiti, ed è stabilita sui 92,90 euro giornalieri, con il 50% della quota sanitaria coperto dal Sistema Sanitario Regionale e il restante a carico dell’utente e, eventualmente, del comune di residenza, come accade per la regione Lazio.
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