Nuclei specifici sperimentali e cure intermedie: la nuova avanguardia in RSA

Da 15 Luglio 2018 Agosto 29th, 2019 Blog

Quando le necessità di cura sono temporanee, oppure devono fornire sollievo a una situazione particolarmente critica, come nel caso di una malattia degenerativa, o  al sopraggiungere di situazioni di disabilità o inabilità che interessa la persona per un certo periodo, ecco che i percorsi dei nuclei specifici sperimentali, interni alle RSA, si rivelano fondamentali. In Italia, infatti, il 19,2% degli over 65, e quindi ben 2.354.451 persone, hanno una disabilità o sono interessate da una condizione di inabilità temporanea, ma che grava sulla qualità della propria vita e che, quindi, necessitano di un aiuto specifico e mirato.

Cure intermedie: cosa sono e a chi si rivolgono

I nuclei specifici sperimentali delle cure intermedie si rivolgono a pazienti che, per esempio, sono stati di recente dimessi dall’ospedale, ma necessitano di una terapia riabilitativa mirata e che possa prepararli a un sereno rientro al loro domicilio. L’area cure intermedie, infatti, nasce per permettere percorsi temporanei, destinati alle persone che, in genere, hanno superato i 65 anni di età, e che hanno necessità di recupero dopo una dimissione ospedaliera, in quella che viene definita “fase post-acuzie”, garantendo cure appropriate a pazienti che si trovano ancora in situazioni particolari, non così gravi da richiedere una permanenza nel reparto ospedaliero, ma ancora non sufficientemente pronti per tornare a casa.

Le cure intermedie sono diffuse in tutta Italia, eppure prevedono periodi di degenza diversi: metà delle regioni prevede una degenza massima di 60 giorni, un terzo entro i 30, mentre solo due regioni vanno oltre i 60 giorni. I posti letto, mediamente,  sono circa 232 in Emilia Romagna, tra i 90 e 120 in Abruzzo, circa 800 in Lombardia, 375 in Puglia, 55 in Molise, e 371 nelle Marche. Il maggior numero? Quello del Piemonte, con 1239 posti letto. Seguono Toscana, con 1604, e Veneto, con 1775.

Quando la patologia è degenerativa: qualche dato sulla situazione italiana

Quando ci si trova di fronte a patologie degenerative, subentra la necessità di un tipo di servizio e supporto ancora più specifico. In Italia oggi le Strutture Residenziali (SR) pubbliche o convenzionate che si dedicano alla cura e all’assistenza delle persone affette da Alzheimer e demenza senile sono, complessivamente, 729: questi dati, aggiornati al 15 settembre 2017, ci vengono forniti dall’Osservatorio Demenze e sono stati presentati durante l’undicesima edizione dell’XI Convegno dei Centri per i disturbi cognitivi e le Demenze nella gestione integrata dei pazienti.

La distribuzione di queste strutture varia da regione a regione: al nord – Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia – sono presenti il 51% delle strutture, mentre, al centro si trova il 35% di queste, e al Sud e Isole il 14%: il 49% delle SR possiede nuclei dedicati alle demenze, mentre nel 44% dei casi le persone con demenza condividono stanze e ambienti con persone affette da altre patologie degenerative.

Cure Intermedie & Gruppo Edos

Le unità di cure intermedie del Gruppo Edos sono in aumento e si stanno arricchendo sempre più, per fornire assistenza e servizi di alta qualità, sollievo e benessere, con il prezioso obiettivo di reinserire o accompagnare i pazienti in un percorso che li aiuti concretamente nella ripresa delle funzioni quotidiane e normali della propria vita attraverso un set di cure appropriate alle loro necessità, per il raggiungimento della condizione fisica, psichica e motoria ideale.

Contatta il nostro centro assistenza al numero gratuito 800966159 per avere maggiori informazioni sulle nostre strutture che offrono questo servizio e comprendere al meglio se e come questo particolare tipo di assistenza faccia al tuo caso!

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