UNA NUOVA QUOTIDIANITÀ

Spazi rivisitati e formule di ingressi tutte nuove: una rinnovata dimensione di rsa per i nostri ospiti, tra nuove attività e vecchie abitudini

Abbiamo dovuto trasformare le nostre Rsa in luoghi sicuri come delle “fortezze”: un compito necessario, per tutelare i nostri Ospiti, che ha comportato una difficile distanza dai propri familiari, oltre alla necessità di modificare le abitudini quotidiane, misurandosi con le nuove sfide della tecnologia e, alle volte, con sensazioni di paura, di lontananza, di perdita. Un periodo non facile, per tutti noi. Finalmente, ora, si può però abbracciare il cammino verso il ritorno alla socialità, sempre con occhi bene aperti; un percorso da compiere con lucidità, senza passi falsi, graduale, con azioni concrete che devono essere sempre aggiornate secondo le direttive nazionali e regionali, in linea con le esigenze dei nostri Ospiti e dei nostri Dipendenti, per essere sempre informati sull’evoluzione di questo Virus.

Le Nostre Strutture promuovono il progetto Rsa Sicura e rispettano le norme per il contrasto del Covid-19 in ottemperanza alle disposizioni di legge.
Offriamo una dimensione di vita in Rsa a misura d’ospite, nel rispetto delle regole di sicurezza garantendo a tutti qualità di assistenza, benessere e protezione a 360°

Attività e nuove abitudini: una dimensione di vita tutta da riscoprire

Garantire un contesto sereno e protetto a tutti i nostri Ospiti: una missione che anche durante la fase critica dell’emergenza abbiamo cercato di favorire, mantenendo quanto più possibile la normalità dello scorrere delle giornate in Struttura, dando continuità al servizio assistenziale, a quello fisioterapico e ricreativo, rivedendoli però alla luce delle disposizioni nazionali, regionali, e secondo le norme Rsa di sicurezza necessarie. Abbiamo dunque deciso di evitare l’uso delle aree comuni, così da garantire l’assenza di assembramenti, e preferendo alle attività di Gruppo quelle individuali, sempre effettuate con tutti i DPI, soprattutto in caso contatti ravvicinati.

Un modo di vivere in Rsa che quindi non ha perso il suo valore: infatti, nonostante i cambiamenti a livello di socialità e dello stare insieme, la vita in struttura ha acquistato altre importanti sfumature, come quelle di rendere ancora più prezioso ogni sorriso, ogni carezza, ogni attimo speso insieme.

Certo, la dimensione di condivisone e socialità, che da sempre caratterizza le nostre strutture, in questo momento è sicuramente molto limitata dalle misure imposte; ma da un punto di vista di qualità della vita, i nostri Ospiti godono di servizi ancora più personalizzati ed esclusivi, magari meno aggreganti, ma sempre senza penalizzazioni o senza rinunciare ad alcuni vantaggi, rispettosi delle loro abitudini: per esempio, le attività generalmente svolte gruppi ― piccoli o grandi ― ora si sviluppano in insiemi di due o tre unità, per rispettare il distanziamento sociale. E, questa riduzione del numero, dà la possibilità agli operatori di seguire ogni persona al meglio. Per esempio, la fisioterapia di Gruppo è divenuta, in alcuni casi, fisioterapia individuale, mettendo a disposizione del singolo un programma di recupero ancora più specifico e mirato. Tempi e metodi sono quindi stati temporaneamente rivisti per favorire comunque la massima qualità del servizio.

Altri accorgimenti riguardano poi i pasti, ora serviti al piano o in camera grazie a un servizio dedicato. Inoltre, alcune attività, prima svolte solo in modalità diretta e fisica, sono ora svolte anche in modalità video, per dare la possibilità anche ad anziani con mobilità ridotta, di fruirne. Infine, si passa da un uso più massiccio della sala occupazionale, per tante iniziative in Rsa di carattere ludico e terapeutico, a un incremento delle attività all’aria aperta: una versione “en plein air”, per un benessere psico-fisico degli Ospiti consolidato.

Un grande aiuto passa anche dal digitale e dalla tecnologia, in grado di rendere accessibili tanti momenti nonostante il distanziamento: il prendere confidenza con cellulari e tablet, da parte dei nostri anziani, ha fatto riscoprire loro tanti interessi, dal navigare nel web, cercando le foto dei nipoti e dei propri cari sui social, fino alla riscoperta delle immagini del loro paese natale, sentendosi più vicini alle proprie radici e alla propria famiglia. Non solo: anche le attività di informazione, come la lettura del quotidiano, prassi comune nelle giornate in Rsa, sono diventate digitali, con la lettura del “quotidiano sul internet” (come dicono i nostri ospiti!), per una dimensione senior 2.0, fino alle tanto amate feste di compleanno che sono state condivise in piccoli gruppi via videochat, con altri Ospiti e familiari, anche lontani.

Il nostro obiettivo: tornare a dare agli Ospiti una quotidianità nuova, innovativa, sempre serena e protetta e che possa contare sull’ausilio delle tecnologie. Perché se cambia il modo di vivere la struttura, con attività rivisitate in tutta sicurezza, quello che non può cambiar è la qualità della vita dei nostri Ospiti all’interno delle nostre Residenze, che resta la nostra priorità.

Nuove forme e nuova vita a Spazi e gli ambienti

Durante queste criticità, dettata dal Covid-19, rivedere totalmente l’organizzazione degli spazi all’interno delle nostre Residenze è stato uno step fondamentale, di pari passo al cambiamento nel modo di fare assistenza. Perché l’emergenza ha determinato un contingente cambiamento anche della quotidianità, come dicevamo sopra e, modificandosi il modo di vivere, va da sé che anche gli spazi, e le loro destinazioni d’uso debbano essere riviste: dal pasto nella sala ristorante al pasto al piano; dalle attività ricreative in sala occupazionale al giardino, o in streaming video; dalla palestra per la fisioterapia alla palestra in camera.

Anzi, possiamo parlare di un vero e proprio restyling interno portato avanti nelle residenze del Gruppo Edos e dedicato alla creazione di percorsi sicuri con zone “filtranti” per l’utenza esterna, zone di transizione per nuovi ed eventuali ingressi, fino alla creazione di reparti Covid per gli Ospiti positivi e reparti Covid-free per i senior negativi. Persino le camere sono state ripensate, laddove possibile, passando da doppie o triple a singole, fino agli stessi uffici che, in particolari situazioni, hanno visto la loro destinazioni d’uso completamente cambiata, in linea con nuove e contingenti esigenze. Non solo spazi: perché turni, orari, metodi di lavoro sono stati protagonisti di cambiamenti, dal momento che i nostri Dipendenti hanno dovuto modificare radicalmente il loro approccio professionale, nei modi e nei tempi, con grande coraggio.

Ripensare, poi, a una graduale riapertura al pubblico, dai familiari ai fornitori, ha portato al cambiamento e alla riorganizzazione degli spazi comuni e generalmente dedicati all’accoglienza esterna, con nuovi percorsi, indoor e outdoor per i familiari: reception e sala visite sono stati ripensati per essere totalmente sicuri e permettere gli incontri con i propri cari nel rispetto del distanziamento sociale, all’interno di ambienti sanificati, muniti di divisori in plexiglass, di zone per rilevamento della temperatura e di DPI a disposizione dei visitatori.

Anche la gestione degli spazi comuni, come dicevamo poco sopra, è in costante revisione, per evitare ogni pericolo di assembramento. Una nota finale anche sulla pulizia e la manutenzione, che hanno ovviamente assunto ancora più centralità: la detersione è garantita ed eseguita con prodotti a base di alcol o cloro, l’areazione degli ambienti è costante e le stanze di degenza sono sanificate con prodotti ad hoc.

Le nostre Residenze sono rimaste “case”, dal clima sereno e familiare,  ma sono state riviste nel concept organizzativo, per renderle più monitorate, sicure e capaci di garantire protezione e tutela.

Un nuovo modello di “accoglienza”: i nuovi ingressi

Le Rsa danno accoglienza alle categorie più fragili: sono, come dicevamo, vere e proprie “case”, dal clima familiare. Ma, nei mesi appena trascorsi, questo loro ruolo è dovuto venir meno, a tratti. Infatti, nella fase più decisiva dell’emergenza, il nostro Gruppo ha bloccato gli ingressi a titolo cautelativo come indicato dalle Direttive Regionali per limitare al massimo ogni possibilità di contagio e tutelare la salute di Ospiti già inseriti, oltre che dei vari team assistenziali: una scelta sicuramente difficile, ma che nella Fase 1 ha ripagato e dato ottimi risultati.

Tuttavia, le porte delle nostre Rsa non possono rimanere chiuse ancora per molto: perché le situazioni di bisogno che richiedono l’appoggio di Strutture assistenziali, a fronte di difficoltà sanitarie, familiari e organizzative legate a un senior caro, sono tante, così come sono numerose le richieste in attesa di risposta a cui stiamo lavorando, per dare risposte precise e puntuali.

Così, è arrivato di nuovo il tempo di progettare, con tutte le cautele del caso, il futuro: sono diversi i progetti di riapertura in corso, costantemente allineati alle direttive promulgate dalle varie regioni, che permetteranno alle nostre Rsa di accogliere e assecondare le esigenze di tante famiglie e comunità.

I progetti di riapertura seguiranno regole molto precise: in linea generale, a seconda dei contesti territoriali, verranno accettate solo persone che avranno svolto in modo completo i vari iter di accertamento diagnostico e si saranno sottoposti ai periodi di isolamento disposti dalle Regioni, prima di poter accedere alla vita di struttura.

I nostri operatori sono sempre in prima linea per monitorare ogni caso e per seguire scrupolosamente i vari protocolli, al fine di favorire la massima sicurezza per sé stessi e per gli altri. Non solo: anche lo stato di salute del team di struttura è monitorato costantemente attraverso accertamenti diagnostici periodici. Il tutto all’insegna della consapevolezza, della responsabilità e dell’attenzione.

PROTOCOLLI DI SICUREZZA

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