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Come riconoscere l’Alzheimer?

Un approfondimento in occasione della Giornata Mondiale del 21 Settembre

Da 15 Settembre 2021 Blog, Salute Senior

L’Alzheimer è una patologia globalmente in aumento: si stima, infatti, che le persone affette da questa malattia siano circa 36 milioni nel mondo, di cui un solo milione nel nostro Paese.

Numeri, questi, che sono purtroppo destinati ad aumentare nel giro di pochi anni. Per questo, con l’avvicinarsi della Giornata Mondiale contro l’Alzheimer, prevista per il prossimo 21 settembre, vorremmo approfondire l’argomento insieme a voi e capire insieme come riconoscere l’Alzheimer.

Quali sintomi aiutano a riconoscere l’Alzheimer?

L’Alzheimer è una malattia lampante, dal decorso velocissimo ma che non comporta – tra i segnali principali – solo una “semplice” perdita di memoria. Ecco, quindi, alcuni campanelli d’allarme che devono destare in noi sospetti per aiutarci a riconoscere l’Alzheimer:

  • la perdita delle autonomie principali: si smette di cucinare, di prendersi cura di sé, dal lavarsi al cambiarsi, al mantenere in ordine la casa;
  • il malato di Alzheimer dimagrisce velocemente, con conseguente perdita di peso e di tono muscolare;
  • ci si isola: chi soffre di questa particolare forma di demenza, soprattutto nelle prime fasi della malattia, riconosce che c’è qualcosa che non va ma, ignorandone le cause, tende a isolarsi;
  • si perde l’orientamento spaziale-temporale;
  • aumenta l’aggressività: questa, infatti, è una forma di difesa nei confronti del sentirsi smarriti e spaventati.

Altre sintomatologie: il wandering

Il wandering è una modalità comunicativa non-verbale, molto diffusa in chi soffre di Alzheimer, attraverso cui il malato cerca di esprimere a chi gli sta intorno la sua condizione di disagio o una necessità impellente spesso molto semplice, come mangiare, bere, andare al bagno, e che cerca di soddisfare vagando, abbandonando gli ambienti conosciuti e sicuri: ecco perché il malato di Alzheimer tende a scappare o a camminare in stato di agitazione e in luoghi a lui sconosciuti.

Il ruolo del Caregiver

La ricerca condotta da Vita ci dice che il 73% dei malati di Alzheimer è a carico delle famiglie: e, quella del caregiver, è un’attività particolarmente intensa, con un pesante impatto sulla sua vita quotidiana. Ma, è pur vero che – nonostante si stimi che il caregiver svolga fino a 7 ore al giorno di assistenza diretta e 11 ore di sorveglianza, per una media che in Italia raggiunge circa gli 8-10 anni, nel caso di persone anziane non autosufficienti – è possibile vivere questa condizione in maniera più serena: abbiamo spiegato come in questo numero, dedicato al Morbo di Alzheimer, di Insieme, il magazine del Gruppo Edos. 

Il 21 settembre è la GM Alzheimer: informati presso il tuo medico, le associazioni locali e l’ASL sulle iniziative gratuite a sostegno dei malati e delle loro famiglie. Perché l’Alzheimer è una malattia che non può e non deve escludere nessuno.

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