Animazione in RSA: quando il divertimento è cura

Da 14 Settembre 2018 Maggio 27th, 2020 Blog

“Animazione”: un termine caro alla vita in RSA. L’origine del termine significa “infondere o ricevere l’anima, la vita. E proprio l’animazione, ormai, rappresenta una componente fondamentale del vissuto quotidiano in struttura: i campi di applicazione sono vastissimi, e i risultati davvero sorprendenti.

Con l’animazione, infatti, si ritrovano emozioni, proattività, aspirazioni e voglia di realizzazione; inoltre, la risposta alla socialità aumenta, superando così le complicate barriere della malattia, del tempo che passa, del senso di solitudine. Una cura, quindi, che giova al corpo e, soprattutto, allo spirito.

Animazione in Rsa: quali attività sono previste in Struttura?

L’animazione in RSA, e tutti i percorsi che si raggruppano sotto questa definizione –  regalando grandi benefici sia sui singoli che su interi gruppi di ospiti – prevedono una varietà di micro attività stimolanti che si suddividono tra momenti ludici e momenti pratici, fornendo alla mente e alle capacità manuali, per lo più, esercizio attivo: il quotidiano nelle RSA in Italia è sempre più ricco e dinamico grazie a:

  • laboratori
  • giardinaggio
  • uscite e gite
  • festeggiamenti
  • giochi collettivi mnemonici e creativi

Quali sono i benefici?

I benefici di questa terapia riguardano il tono, l’umore, che migliorano, stimolando la risposta al riscontro verbale, e spingendo ogni paziente a essere curioso, per interagire, con domande e racconti, all’interno del tessuto sociale della RSA.

Non solo: le attività di animazione e socializzazione rivolte agli anziani giocano un ruolo fondamentale perché favoriscono l’autonomia, l’integrazione in un gruppo, e l’affettività.

Quali i miglioramenti, invece, per i casi di fragilità? L’animazione in RSA favorisce il mantenimento delle capacità residue attraverso attività specificatamente studiate e altamente strutturate, che si differenziano dalle proposte ludico-ricreative dedicate a chi è autosufficiente. Un esempio: la Stimolazione Cognitiva – tra ROT, “terapia di orientamento alla realtà”, e Memory Training – interventi strategicamente orientati al benessere complessivo della persona che vanno a riattivare, in maniera dolce, le competenze residue, rallentamento le perdite funzionali dovute alla patologia, come Alzheimer o demenza senile.

La figura dell’animatore è sempre più qualificata

La figura degli animatori è codificata professionalmente, ed è sempre più formata e matura:  un percorso, quello per diventare animatore “sociale”, articolato, che richiede almeno due anni di studi, una laurea in scienze della formazione, un curriculum specifico, e un aggiornamento continuo in base alle novità che le tecniche sperimentali portano con sé.

Animazione è personalizzazione dei percorsi

Oggi giorno, l’animazione in RSA non è un banale riempitivo nelle giornate in struttura: ogni attività è programmata e parte da un’analisi precisa, funzionale, che tiene conto del vissuto di ogni ospite, ponendosi obiettivi ben concreti, e andando a integrarsi al PAI, ​Piano Assistenziale Individuale​, stilato per ogni ospite al momento dell’entrata in struttura.

Le strutture del Gruppo Edos, con 16 strutture tra Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Abruzzo, si impegnano quotidianamente a includere queste attività nel vissuto degli ospiti: un aiuto professionale, quindi, che porta a una riscoperta delle emozioni e di sé, al rallentamento di ogni eventuale decorso patologico: piccoli e grandi traguardi per chi vive in RSA, e per le famiglie. E non solo: l’animazione può portare a riscoprire una passione. Non è mai, infatti, troppo tardi per imparare e divertirsi! Qualche esempio?

  • I laboratori di ortoterapia
  • I laboratori di pittura
  • I laboratori di cucito
  • La lavorazione della creta

Programmi ricreativi previsti all’interno di molte delle nostre Rsa, dove spesso e volentieri si scoprono veri e propri talenti nascosti!