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Aggressività negli anziani: consigli per i caregiver

Cosa fare per gestire al meglio la quotidianità nostra e di chi accudiamo

Da 30 Ottobre 2019 Blog, Consigli Senior

A quanti di noi succede di rapportarsi con un proprio caro, per lo più anziano, che manifesta comportamenti aggressivi? Non parliamo necessariamente di violenza fisica, o verbale, ma di piccoli gesti quotidiani, come brevi fughe dalla propria casa, o accuse, per esempio, di aver preso un oggetto dal loro cassetto che, in realtà, non usano più da tanto?

Quando ci troviamo di fronte a una simile tipologia di comportamenti, dunque, è bene intraprendere due azioni:

  • cercare di mantenere la calma: infatti, potremmo essere di fronte al debutto di un caso di demenza senile o di Alzheimer;
  • portare il nostro caro da un geriatra, per una visita di approfondimento.

Perché proprio questi comportamenti contraddistinguono alcuni dei sintomi di queste due patologie degenerative ormai così diffuse tra i senior – si parla di circa 600 mila persone, ovvero il 4% della popolazione over 65 in Italia.

Il perché dell’aggressività negli anziani

La motivazione scatenante alla base dei comportamenti aggressivi più tipici è la paura: infatti, chi è interessato da queste condizioni vive spesso stati di agitazione, di smarrimento e, addirittura, nei casi più gravi, di allucinazione: di conseguenza, l’aggressività nell’anziano è da vedersi come una difesa, e non va mai presa come un attacco diretto a noi, ricordando che il primo a soffrirne è infatti proprio chi questa condizione la vive in quanto, improvvisamente, tutte le sue certezze vengono meno.

Non solo aggressività

L’aggressività negli anziani non è l’unica difficoltà a cui i caregiver devono fare fronte occupandosi dei propri cari nei casi di Alzheimer e demenza: esistono molte altre sfumature connesse a questo stato. Perché l’Alzheimer è una malattia lampante, spesso dal decorso velocissimo e che non porta, come sintomatologia principale, solo una “banale” perdita di memoria.

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